Definendo Scultura

"Conoscere la forma
padroneggiando la plastica e sentire
la scultura estranea e lontana è
spiacevole quando si avverte il bisogno
di esprimersi nel suo linguaggio.
Capire che è necessario un salto dimensionale
in un percordo che durerà sempre, dove non
esistono capolinea in cui si è solo un
viaggiatore che non vuole più tornare indietro,
è un fatto.
Le tappe di questo viaggio sono infinite soste
di un momento dove, solo comprendendo
qualcosa, si riesce ad esprimerla
attraverso la scultura.
Diventa impossibile farlo non prescindendo da
se stessi, innamorandosi di ciò che si fa,
mentendo o non sapendo dire addio
a ciò che si ama.
Le forme scaturite denuncerebbero
tutto questo.
Una scultura è una verità oscura.

Le tappe di questo viaggio sembrano
mete da lontano
si rivelano dei crocevia all'approssimarsi di
quell'oltre
a cui alcuni di noi tendono.
L'idea di partenza ogni volta traina con
naturalezza il gesto.
Tutto è stato detto eppure vi è ancora molto da
dire in questo luogo in cui tecnica e poesia,
rabbia e dolore,
tenerezza ed onestà intellettuale guidano la
sperimentazione, dove si lavora
ancora come pregano.
C'è molto da VEDERE e molto da CAPIRE
per parlare attraverso la scultura, di un sentire
comune ed essa, in quanto archetipica
sfugge anche alla definizione di queste
e di ogni altra parola."